Essiccatore, Gagliardi: “Conciatori locali preoccupati”
Solofra - Si torna a parlare dell’essiccatoio fanghi nella città conciaria. Lo fa il presidente Pio Gagliardi del Codeso, consorzio rappresentante ben 170 concerie e laboratori chimici ricadenti nella sezione depurativa di Solofra, con una lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a Bertolaso della Protezione Civile, al Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio, al Presidente della Giunta Regionale della Campania, on. Bassolino e all’assessore all’Ambiente e al Ciclo Integrato delle Acque della Regione Campania, on. Nocera. Nella missiva espone una forte preoccupazione per le carenze gestionali del depuratore di Solofra nonostante gli 11milioni di euro stanziati dallo Stato e Regione Campania per “la rifunzionalizzazione degli impianti di depurazione di Solofra e Mercato S. Severino e per la sistemazione della rete fognaria di Solofra”. Quindi Gagliardi passa allo smaltimento dei fanghi, derivanti dal processo depurativo dell’impianto solofrano, il cui costo sembra essere lievitato e se questi “dovessero essere dichiarati pericolosi”, per ragioni ascrivibili a carenze gestionali, aumenterebbero ancora di costo. Le preoccupazioni dei conciatori locali, spiega nella lettera Gagliardi, sono la mancata utilizzazione dell’essiccatoio e dell’impianto di deodorizzazione. Se regolarmente utilizzati “a suo tempo”, la produzione dei fanghi sarebbe stata inferiore e con le economie si poteva tenere efficiente il depuratore “senza gravare sulle casse pubbliche e delle aziende conciarie”. Di tale vicenda si è pure interessata la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle cause dell’inquinamento del Sarno nelle sedute del 14 ottobre 2004 e del 22 giugno 2005, dove autorevoli esponenti della commissione si chiesero: “Non è spiegabile, ad esempio, che non entri in funzione un essiccatoio che è costato 7 miliardi di allora; non è spiegabile che non entri in funzione il deodorizzatore che pure è costato molto denaro”. Conclude comunicando che “trattandosi di costi che ricadono esclusivamente sull’imprenditoria conciaria solofrana, già in grosse ed evidenti difficoltà per fronteggiare la concorrenza internazionale, si chiede agli Enti in indirizzo di intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, nella gestione del sistema depurativo dell’Alto Sarno”. (di Dante Grimaldi)
(domenica 1 aprile 2007 alle 09.19)